Cambi turno

Parcheggi, difficoltà per il personale dell’ospedale Santo Stefano

La consigliera Melani chiede a Comune e Asl di valutare nuove aree di sosta vicino alla struttura.

Parcheggi, difficoltà per il personale dell’ospedale Santo Stefano

La carenza di parcheggi all’ospedale Santo Stefano di Prato riguarda anche medici, infermieri, operatori sociosanitari e gli altri dipendenti della struttura. Il problema emerge soprattutto durante i cambi turno, quando il personale in entrata fatica a trovare uno stallo libero e deve percorrere più volte le strade vicine prima di poter lasciare l’auto.

Le segnalazioni sono arrivate da sanitari, dipendenti e rappresentanti sindacali, che hanno evidenziato il tempo perso nella ricerca di un posto auto prima dell’inizio del servizio. Una difficoltà che, secondo quanto riferito, si aggiunge agli impegni quotidiani di chi lavora nella struttura e che coinvolge le fasce orarie in cui si sovrappongono gli ingressi e le uscite del personale.

La richiesta al Comune e all’Asl

A portare la questione all’attenzione dell’amministrazione è stata Dania Melani, consigliera comunale di Fratelli d’Italia, che ha raccolto le richieste degli operatori dell’ospedale pratese. Melani sottolinea che chi garantisce ogni giorno un servizio essenziale per la comunità non dovrebbe essere costretto ad affrontare ulteriori difficoltà ancora prima di iniziare il proprio turno.

La consigliera chiede quindi a Comune e Asl di confrontarsi con il personale e di valutare la possibilità di recuperare altre aree di sosta nelle vicinanze dell’ospedale. L’obiettivo indicato è aumentare la disponibilità di parcheggi destinati agli operatori e migliorare le condizioni organizzative legate all’accesso alla struttura.

Il tema delle aree di sosta

Secondo Melani, l’attenzione sul problema non dovrebbe concentrarsi soltanto sulle esigenze di pazienti e familiari, pur considerate fondamentali, ma comprendere anche quelle di chi lavora quotidianamente al Santo Stefano. La disponibilità di posti auto per il personale viene indicata come una questione da affrontare nell’ambito delle condizioni di lavoro.

La consigliera invita dunque gli enti coinvolti a individuare soluzioni concrete, a partire dall’analisi delle aree utilizzabili nei pressi dell’ospedale e dal dialogo con gli operatori. La richiesta è stata rilanciata il 5 novembre 2026, con l’obiettivo di intervenire su un disagio che si manifesta soprattutto nei momenti di maggiore afflusso legati ai cambi di servizio.