Dopo 42 anni di servizio al Comune di Montemurlo, Stefano Grossi va in pensione e lascia la polizia locale. Ha 64 anni ed era entrato al comando quando era poco più che ventenne, attraversando i cambiamenti che hanno interessato il corpo, passato dalla denominazione di vigili urbani a quella di polizia municipale fino all’attuale polizia locale.
Nel corso della carriera Grossi ha ricoperto diversi incarichi, fino a diventare commissario capo e responsabile dell’unità operativa Sicurezza stradale e Codice della strada. Per molti anni ha inoltre coordinato il Cesi, il Centro situazioni, e gli operatori della protezione civile comunale, occupandosi delle attività legate alla gestione delle emergenze sul territorio.
Educazione stradale e protezione civile
Tra i progetti ai quali ha contribuito c’è La strada giusta, iniziativa di educazione stradale nata 25 anni fa e ancora oggi rivolta agli studenti delle scuole di Montemurlo. Nel 2017 Grossi è stato anche tra i fondatori del Comitato Montemurlo Solidale, nato dalla collaborazione tra Comune, protezione civile e associazioni di volontariato per sostenere la popolazione durante le emergenze.
Il sindaco Simone Calamai ha ricordato il contributo offerto da Grossi alla comunità, sottolineandone competenza, disponibilità e capacità di intervenire nelle situazioni difficili. Tra gli episodi citati ci sono gli anni del Covid, l’alluvione e le altre emergenze affrontate insieme dai servizi comunali e dal volontariato.
A salutare il collega, insieme alla comandante della polizia locale Enrica Cappelli, sono stati gli operatori del comando. Per Grossi hanno preparato una targa e una poesia, raccogliendo anche una somma da destinare a Cure to Children, associazione impegnata nella cura delle neoplasie infantili nei Paesi in via di sviluppo e alla quale il commissario capo è legato.
Quattro decenni di cambiamenti
Nel ripercorrere la propria esperienza, Grossi ha ricordato quanto sia cambiato il lavoro negli oltre quattro decenni trascorsi al comando. All’inizio c’erano tre macchine da scrivere, due meccaniche e una elettrica, mentre per realizzare copie dei documenti si ricorreva alla carta carbone, in assenza di fotocopiatrici.
Il bilancio della carriera è positivo. Nel congedarsi dai colleghi, Grossi ha indicato nella collaborazione e nel lavoro di squadra gli strumenti più importanti per affrontare il servizio, insieme alla capacità di ascoltare le persone e di mantenere un rapporto di vicinanza con la comunità.